In apparenza è solo una formula: una differenza tra due velocità. In realtà, la velocità di riserva (Speed Reserve) è uno dei concetti più potenti per capire quanto margine hai davvero sopra il tuo “ritmo comodo” e come usare questo margine in modo intelligente: per correre più forte, senza bruciare le articolazioni e la testa.
In questo articolo vediamo cos’è la velocità di riserva, come stimarla in modo pratico sul campo, come usarla per personalizzare ripetute e HIIT e come integrarla con il lavoro su economia di corsa e caviglie “più rigide” e sulle micro-variazioni di cadenza. Sempre dentro la filosofia Coach4Runners: joy of effort, prevenzione e percorsi realmente su misura.
Indice dei contenuti
1. Cos’è la velocità di riserva (Speed Reserve)
In termini semplici, la velocità di riserva è il margine di velocità che hai tra:
- la tua velocità aerobica massima (quella che puoi tenere per pochi minuti, vicino al VO2max), spesso stimata da una prova tipo 3–6’ o 1500–3000 m;
- la tua velocità massima di sprint (la punta di velocità che raggiungi in uno sprint breve).
In fisiologia si parla spesso di Anaerobic Speed Reserve (ASR): è la “riserva anaerobica” che separa la velocità che usi nei lavori intensi (ma sostenibili) da quella che riesci ad esprimere solo per pochi secondi in sprint massimale.
Perché è interessante anche per un runner amatore o un trail runner?
- Perché spiega perché due runner con lo stesso tempo sui 5K non reagiscono allo stesso modo alle ripetute veloci.
- Perché ti aiuta a personalizzare le intensità dei lavori di qualità (HIIT, ripetute, salite) invece di copiare i ritmi di altri.
- Perché, se usata bene, ti permette di spingere in sicurezza, senza “grattare il fondo” articolare ogni settimana.
Allo stesso modo in cui l’uso della potenza con Stryd ti dà un riferimento più raffinato dei battiti, la velocità di riserva ti dice quanta benzina “alta” hai davvero nel motore e quanto è saggio usarla.
2. Per chi è / Problemi che risolve
La velocità di riserva è particolarmente utile se:
- Corri 10K, mezza o maratona e ogni volta che inserisci lavori sopra soglia ti senti “svuotato” o ti infiammi (polpacci, soleo, tendine d’Achille).
- Fai trail con tanta salita ma appena devi correre un tratto veloce in piano ti sembra di non avere “un’altra marcia”.
- Hai la sensazione di fare sempre le stesse ripetute e non capire perché non migliori sui tempi di gara.
- Vuoi sfruttare meglio i tuoi allenamenti di qualità, senza trasformarli in sessioni kamikaze.
In pratica, la Speed Reserve ti aiuta a risolvere questi problemi:
- Ripetute troppo “facili” o troppo “killer” rispetto al tuo profilo reale.
- Carico neurale e muscolare eccessivo per il tuo livello (sovraccarichi, infortuni, calo motivazione).
- Gestione del ritmo in gara: non sai quanto margine hai per cambiare passo sul finale.
- Difficoltà a integrare qualità, lavori tecnici e costanza di base.
Se ti riconosci in uno di questi punti, lavorare sulla velocità di riserva significa mettere ordine nei tuoi allenamenti di qualità, rendendoli più efficaci e più gentili con il tuo corpo.
3. Come calcolare la tua velocità di riserva sul campo
Esistono protocolli di laboratorio complessi, ma per un runner amatore è possibile ottenere una buona stima anche con test semplici sul campo.
3.1 I due ingredienti base
- Velocità aerobica di riferimento (vVO2max / MAS “pratica”)
Puoi stimarla da:- un test di 6 minuti corsi alla massima velocità sostenibile (media km/h o min/km);
- oppure da una gara/test sui 1500–3000 m o sui 5K, utilizzando il ritmo medio come riferimento alto.
- Velocità massima di sprint
Una stima pratica:- 2–3 sprint di 60–80 m in pianura, ben riscaldato, recupero completo;
- consideri la migliore velocità (km/h o m/s) registrata dal GPS (o da un’app affidabile).
3.2 La formula semplificata
In modo molto pratico, la tua velocità di riserva è:
Velocità massima sprint – velocità aerobica di riferimento
3.3 Esempio numerico
Immagina due runner con lo stesso tempo sui 5K (23’00”):
- Runner A: v5K ≈ 13,0 km/h; sprint max ≈ 20,0 km/h → Speed Reserve = 7,0 km/h
- Runner B: v5K ≈ 13,0 km/h; sprint max ≈ 16,5 km/h → Speed Reserve = 3,5 km/h
Se chiedi a entrambi di fare ripetute a 15 km/h, stai usando una percentuale di velocità di riserva diversa: per il Runner A è uno stimolo stimolante ma gestibile, per il Runner B è quasi “a tutta”.
Da qui la necessità di personalizzare.
3.4 Quando ripetere il test
- Ogni 8–12 settimane se sei in preparazione specifica (10K, mezza, trail).
- Ogni 12–16 settimane se sei in fase di costruzione generale.
In un percorso strutturato, questi test entrano in una logica di progetto, non di ossessione: è il cuore del metodo descritto nel “Running Coach con la Giacca”.
4. Come usare la Speed Reserve per ripetute e HIIT
Una volta che conosci il tuo margine, l’obiettivo non è “consumarlo” ogni volta, ma usarlo come bussola per dosare allenamenti intensi in modo efficace e sostenibile.
4.1 Concetto chiave: non solo % del VO2max, ma % della riserva
Invece di pensare solo in termini di “% della velocità del test 5K”, puoi ragionare in percentuali della tua velocità di riserva. Per esempio:
- Lavori vicino alla soglia: velocità di riferimento ± 0–10% della tua Speed Reserve.
- HIIT sopra soglia: 20–40% della tua Speed Reserve sopra la velocità di riferimento.
- Lavori neuromuscolari / sprint: 60–100% della tua Speed Reserve (molto brevi, recupero ampio).
4.2 Esempio pratico di sedute “Speed Reserve aware”
a) Seduta tipo 10K / Mezza (road)
- Riscaldamento: 15–20’ easy + mobilità + 3–4 allunghi.
- Parte centrale:
6–8 × 3’ a velocità di riferimento + 20–25% della Speed Reserve (es. se la riserva è 6 km/h, aggiungi 1,2–1,5 km/h) con 2’ di recupero jogging. - Defaticamento: 10’ easy + esercizi di mobilità piede/caviglie.
b) Seduta tipo HIIT per migliorare VO2max
- Riscaldamento: 15’ + 4 allunghi progressivi.
- 8–10 × 1’ a velocità di riferimento + 30–40% della Speed Reserve (breve ma intensa), con 1’ di recupero jogging o camminata veloce.
- Defaticamento: 12’ easy, magari integrando qualche minuto di respirazione con espirazione prolungata per calmare il sistema nervoso.
c) Seduta tecnica neuromuscolare (sprint brevi)
- Riscaldamento accurato: 15–20’ + esercizi di tecnica di corsa.
- 6–10 × 60–80 m a 80–100% della tua Speed Reserve (velocità vicina al massimo, ma con controllo);
- Recupero completo (2–3’ camminando o trottando molto piano).
- Defaticamento: 10’ easy.
In questo modo, il lavoro ad alta intensità diventa davvero personalizzato e coerente con il tuo profilo, non con quello “medio” di una tabella generica.
5. Speed Reserve, tecnica ed economia di corsa
La velocità di riserva non vive in un laboratorio isolato: è profondamente legata a come usi il tuo corpo mentre corri.
Due concetti chiave che si intrecciano con la Speed Reserve:
- Economia di corsa e caviglie “più rigide”: una buona stiffness elastica a livello di caviglia ti aiuta a trasformare l’energia elastica in velocità, con meno costo energetico. Ne parliamo in dettaglio nella guida su economia di corsa e caviglie rigide.
- Micro-variazioni di cadenza: piccoli aggiustamenti di cadenza in base al terreno e al ritmo ti permettono di usare la Speed Reserve senza picchi di impatto sulle articolazioni. Approfondiamo questi aspetti in questo articolo dedicato.
In pratica, lavorare sulla velocità di riserva ha senso se in parallelo:
- curi tecnica di appoggio, postura e uso delle braccia;
- inserisci una minima ma costante forza specifica (polpacci, glutei, core);
- gestisci bene il carico settimanale (no tre lavori “veloci” in tre giorni).
È qui che la filosofia Coach4Runners fa la differenza: non un singolo “trucco” isolato, ma un ecosistema di lavoro dove tecnica, forza, qualità e recupero si parlano tra loro.
6. Velocità di riserva nel trail running
Nel trail, la Speed Reserve non è solo “quanto vai forte in pista”, ma quanto margine riesci a esprimere in condizioni reali: salite, discese tecniche, terreno irregolare, quota, meteo.
Alcune applicazioni concrete:
- Salite ripide: lavorare con brevi rampe a intensità alta ma controllata (20–40% della Speed Reserve) ti abitua a “accendere il turbo” quando serve, mantenendo margine mentale.
- Tratti corribili dopo molta salita: inserire blocchi di corsa veloce controllata su falsopiano (10–20% della Speed Reserve) simula il finale di molte gare.
- Gestione delle discese: una buona Speed Reserve associata a lavoro tecnico in discesa aumenta la capacità di “lasciare correre” senza frenare costantemente, riducendo lo stress muscolare.
Se ami le gare in natura e ti incuriosisce un approccio che integra allenamento, coaching e esperienza sul campo, dai uno sguardo alle Sfide di Coach4Runners in Valle d’Aosta: sono il contesto ideale per trasformare concetti come Speed Reserve in esperienza vissuta.
7. Un piano di 4 settimane “Speed Reserve aware”
Di seguito un esempio (da adattare sempre al tuo livello) per integrare, in modo graduale, il lavoro sulla velocità di riserva nella tua settimana tipo (5 uscite).
Settimana tipo
- Giorno 1 – Easy + tecnica
40–50’ corsa facile + 10–15’ esercizi di tecnica e qualche allungo controllato (senza cercare il massimo). - Giorno 2 – Lavoro sulla Speed Reserve (ripetute medie)
6 × 3’ a velocità di riferimento + ~20% della Speed Reserve, rec. 2’.
Totale parte centrale: 18’ di lavoro intenso ma controllato. - Giorno 3 – Recupero attivo
35–45’ easy, eventualmente su terreno morbido, con focus su respiro e sensazioni. - Giorno 4 – HIIT breve
10 × 1’ a velocità di riferimento + ~30% della Speed Reserve, rec. 1’.
Obiettivo: tempo a intensità alta, senza andare a tutta a ogni ripetuta. - Giorno 5 – Lungo
75–120’ a ritmo facile/moderato (Z1–Z2) con 3–4 brevi inserimenti di 30–40” a velocità di riferimento (senza usare la parte più alta della Speed Reserve).
Progressione sulle 4 settimane
- Settimana 1: mantieni i volumi bassi, ascolta le sensazioni (RPE) su ogni lavoro.
- Settimana 2: +1 ripetuta nel lavoro di 3’ oppure +1’ di HIIT (non entrambi).
- Settimana 3: consolida (stesso carico della settimana 2, migliorando la qualità dell’esecuzione).
- Settimana 4: riduci leggermente il carico (–20–30%) e valuta se ripetere i test per aggiornare la tua Speed Reserve.
Se hai una gara target, questo schema può collegarsi a uno dei piani personalizzati descritti ne I Percorsi di Coach4Runners, integrando Speed Reserve, forza, tecnica e gestione mentale.
8. Errori comuni da evitare
- Confondere Speed Reserve con “andare sempre più forte che puoi” in ogni ripetuta.
- Testare troppo spesso (ogni settimana) trasformando il test in un carico nascosto.
- Ignorare dolori articolari o tendinei e pensare che la colpa sia “della velocità”, quando in realtà è la gestione del carico il vero problema.
- Copiare ritmi o protocolli da atleti d’élite senza adattarli alla propria Speed Reserve e alla propria vita reale.
- Trascurare la parte mentale: se ogni lavoro intenso ti genera ansia, il problema non è solo fisiologico. In questo caso, ha senso leggere la guida sulla preparazione mentale nello sport e, se serve, lavorare in affiancamento su mental coaching.
9. FAQ sulla velocità di riserva
9.1 Devo essere un runner evoluto per usare la Speed Reserve?
No. Anche chi corre da 1–2 anni può beneficiarne, a patto che il focus resti la salute dei tessuti e non il ritmo a tutti i costi. Con chi è all’inizio, la Speed Reserve è più uno strumento di consapevolezza che di spinta.
9.2 Posso usare solo i dati dell’orologio GPS?
Sì, se hai un dispositivo affidabile e imposti bene i segmenti di sprint e di test. Per analisi più approfondite (potenza, CP, ecc.) puoi integrare con quanto descritto nella guida su Stryd & Critical Power.
9.3 Che relazione c’è con HRV e carico interno?
Lavorare spesso nella parte alta della Speed Reserve aumenta il carico sul sistema nervoso.
Monitorare HRV, qualità del sonno e sensazioni ti aiuta a capire se stai reggendo o se stai entrando in sovraccarico. Nei percorsi avanzati Coach4Runners integriamo questi dati con il racconto soggettivo dell’atleta, per una visione davvero completa.
9.4 Trail o strada: dove è più importante?
In entrambi. Su strada serve a ottimizzare ripetute e HIIT; nel trail aggiunge un tassello fondamentale alla capacità di cambiare passo tra salite, piani e discese. La differenza sta nel contesto: su trail la Speed Reserve va letta insieme a dislivello, terreno e durata.
10. Prossimi 30–60 giorni in Italia: eventi e gare (running & trail)
Se vuoi mettere alla prova in gara quello che hai letto sulla velocità di riserva, ecco alcuni eventi in Italia nei prossimi 30–60 giorni (road e trail), con distanze adatte a diversi livelli:
- Stramilano SOTTOZERO – Milano (MI) – 30 novembre 2025
Distanze: 10 km competitiva FIDAL + 10/5 km non competitive.
Ideale per testare lavori di Speed Reserve su una 10 km veloce e ben organizzata. - Estra Firenze Marathon – Firenze (FI) – 30 novembre 2025
Distanze: maratona 42,195 km (eventuali eventi collaterali su distanze più brevi).
Perfetta se vuoi verificare come la gestione intelligente della Speed Reserve ti aiuta a mantenere ritmo e lucidità negli ultimi chilometri. - Fiumicino Half Marathon – Fiumicino (RM) – 30 novembre 2025
Distanze: mezza maratona 21,097 km + 10 km competitiva e non competitiva.
Ottima per chi sta lavorando su VO2max e capacità di sostenere ritmi “alti” su distanze medio-lunghe. - We Run Rome – Roma (RM) – 31 dicembre 2025
Distanze: 10 km competitiva + 10/5 km non competitive.
Classico di fine anno, perfetto per trasformare i lavori di velocità di dicembre in un test concreto sulla 10 km. - Corsa della Bora – Trieste (TS) – 3–4 gennaio 2026
Distanze trail: 14 km, 21 km, 34 km, 57 km, 80+ km (varie formule).
Ideale per trail runner che vogliono sperimentare la Speed Reserve in condizioni miste: salite, falsipiani, tratti corribili veloci. - Trail della Gallinara – Albenga (SV) – 18 gennaio 2026
Distanze trail: circa 12 km e 28 km con dislivello significativo.
Ottimo banco prova per allenare cambi di ritmo su terreno misto, sfruttando la Speed Reserve sui tratti corribili e gestendo con criterio salite e discese.
Scegli l’evento che più si adatta al tuo momento e al tuo profilo: l’obiettivo non è solo fermare il cronometro, ma usare la gara come feedback per capire come stai usando la tua velocità di riserva.
11. Come Coach4Runners può aiutarti a usare davvero la Speed Reserve
Lavorare seriamente sulla velocità di riserva significa mettere insieme:
- test sul campo ben progettati;
- analisi dei dati (ritmi, HR, eventualmente potenza);
- lettura della tua storia sportiva, dei tuoi carichi di stress e del tuo contesto di vita;
- un piano che tenga insieme allenamento, tecnica, forza e mente.
È esattamente ciò che facciamo nei Percorsi personalizzati Coach4Runners:
- piani 100% personalizzati e adattabili (road & trail);
- supporto continuo via messaggistica e feedback settimanali;
- integrazione con coaching mentale, quando serve, anche con approccio Nature-Based;
- programmazione di test e gare dentro un progetto a medio periodo, non spot isolati.
Se vuoi capire come applicare la velocità di riserva al tuo caso specifico (livello, obiettivi, tempo a disposizione), puoi:
- scoprire di più su Coach4Runners – Il Progetto;
- scrivermi direttamente dalla pagina Contatti per una call conoscitiva;
- seguire gli aggiornamenti sul blog e sulle Sfide in presenza.
Perché la vera differenza non la fa solo una formula, ma come la metti al servizio della tua storia di runner. E questo, da Coach4Runners, lo costruiamo passo dopo passo, insieme.