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31 Ottobre 2025In Preparatore atletico17 Minuti
Scopri come il "Running Coach con la Giacca" usa la strategia di un manager e l'empatia di un coach per ottimizzare il tuo allenamento.

Il Dilemma del Runner-Dirigente

Se stai leggendo questo articolo, è probabile che tu condivida con me una realtà quotidiana: la tua vita è un complesso esercizio di Project Management.

Sei un professionista, forse un manager, un genitore, un dirigente. La tua agenda è un blocco compatto di conference call, scadenze, responsabilità strategiche e impegni familiari. Sei abituato a performare sotto pressione, a gestire team, a ottimizzare budget e a prendere decisioni basate sui dati.

E poi c’è la corsa.

La corsa è la tua passione, la tua valvola di sfogo, la tua arena personale dove misurare la tua resilienza. Ma anche qui, la tua mentalità da high-performer non ti abbandona. Vuoi un obiettivo: un Personal Best, una maratona, o semplicemente la capacità di correre senza infortuni.

E qui, quasi sempre, inizia il conflitto.

Il conflitto tra il desiderio di performare e la realtà di un tempo che non esiste. Il conflitto tra la mentalità del “lavorare sodo” e la necessità biologica del “recuperare intelligentemente”. Il conflitto tra le tabelle di allenamento generiche, che sembrano scritte per atleti professionisti senza altri impegni, e la tua vita reale, caotica e imprevedibile.

Molti runner-dirigenti si trovano a un bivio. Da un lato, c’è il coach “tradizionale”, magari un ex atleta bravissimo, che però parla solo di “ripetute” e “chilometraggio”, faticando a capire perché tu abbia dovuto saltare un allenamento per una conference call imprevista con l’estero. Dall’altro, c’è il rischio di applicare un modello manageriale “puro”: rigido, freddo, basato solo su grafici e numeri, che ti porta dritto al burnout perché ignora il fattore più importante di tutti: il fattore umano.

E se la soluzione non fosse scegliere? Se la soluzione fosse la sintesi?

Per anni, ho vissuto questa doppia vita. Di giorno, Manager in una finanziaria regionale, con esperienza come Presidente e Amministratore Delegato di società complesse. Di notte, all’alba, nei weekend, un runner appassionato.

Quando ho deciso di unire queste due anime, fondando Coach4Runners e diventando Preparatore Atletico e Coach Professionista, l’ho fatto con una convinzione:

il runner moderno, e in particolare il runner-professionista, non ha bisogno di più allenamento. Ha bisogno di un metodo migliore.

Questo articolo non parla solo di corsa. Parla di come l’approccio strategico che uso ogni giorno per gestire partecipazioni societarie e analizzare investimenti sia lo stesso che può portarti al tuo prossimo Personal Best, senza costringerti a sacrificare la tua carriera o la tua famiglia.

Parla di come il “Running Coach con la Giacca” non sia un’immagine di marketing, ma una metodologia. È la promessa che applicheremo al tuo running il metodo e l’efficacia del manager, con l’umanità di un papà e l’empatia di un coach.

IL MANAGER IN PISTA (Perché la “Giacca” fa la differenza)

La mia “giacca” non è un accessorio. È un simbolo che rappresenta oltre vent’anni di esperienza nel mondo finanziario e manageriale. È un’esperienza costruita sull’analisi dei bilanci, sulla gestione del rischio, sulla pianificazione strategica e sull’ottimizzazione delle risorse.

Come si traducono queste hard skills in un piano di allenamento?

La Strategia batte l’Improvvisazione (Il tuo “Business Plan” di Corsa)

Nessun manager si sognerebbe di lanciare un prodotto o guidare un’azienda senza un business plan. Sarebbe un suicidio professionale. Eppure, l’80% dei runner amatoriali si allena “a sensazione”, improvvisando uscite, scaricando tabelle generiche, sperando che “correre di più” si traduca magicamente in “correre più forte”.

Nella mia carriera, il mio compito è sempre stato analizzare la sostenibilità di un piano.

Il Metodo Manageriale: Quando iniziamo a lavorare insieme, la prima cosa che facciamo non è correre. È pianificare. Creiamo il tuo “Business Plan di Corsa” personale.

  • Obiettivo (KPI): Qual è il target? (Es. Maratona sotto le 3h30).
  • Risorse (Budget): Quanto tempo reale hai a disposizione? (Es. 4 ore a settimana, non 10).
  • Analisi SWOT: Quali sono i tuoi punti di forza (es. resistenza), debolezza (es. velocità), opportunità (es. flessibilità il martedì mattina) e minacce (es. poco sonno, stress lavorativo)?
  • Milestone: Definiamo i checkpoint (gare di preparazione, test) per assicurarci che il “progetto” sia in linea con le previsioni.

Questo approccio trasforma l’allenamento da un’attività caotica a un progetto chiaro, riducendo l’ansia e massimizzando la concentrazione.

Efficienza e Gestione del Tempo (Il “ROI” del tuo Allenamento)

Il runner-dirigente non ha tempo da perdere. Ogni ora dedicata all’allenamento deve produrre il massimo risultato possibile. Nel mio lavoro, ho passato anni ad analizzare istruttorie per la concessione di finanziamenti, valutando il Ritorno sull’Investimento (ROI) di un progetto.

Il Metodo Manageriale: Applichiamo lo stesso principio alle tue corse. Basta “junk miles” (chilometri spazzatura). Ogni allenamento deve avere uno scopo preciso e deve essere il più efficiente possibile.

  • Analisi Costi-Benefici: È meglio un’ora di corsa lenta e blanda o 35 minuti di lavoro di qualità mirato? La risposta manageriale è la seconda.
  • Ottimizzazione dei Processi: Invece di disperdere energie, concentriamo il carico nei momenti giusti (quando sei metabolicamente e mentalmente pronto) e ottimizziamo le sessioni ancillari (come la forza, che spesso è l’attività a più alto ROI per un runner).
  • Integrazione con l’Agenda: Il tuo allenamento non è contro la tua agenda; è dentro la tua agenda. Troviamo gli slot (es. pausa pranzo, alba) e costruiamo sessioni “ad incastro” che funzionino nella tua vita reale.

Non ti chiederò mai 10 ore a settimana se ne hai solo 5. Ma faremo in modo che quelle 5 ore valgano come 10.

Il “Risk Management” dell’Infortunio (Dati, non Sensazioni)

In finanza, il rischio non si elimina, si gestisce. Si analizza, si misura e si mitiga. L’errore più grande che vedo fare ai runner ambiziosi è gestire il rischio-infortunio “a sensazione”. Spingono finché qualcosa non si rompe.

Un manager non gestirebbe mai la liquidità aziendale in questo modo.

Il Metodo Manageriale: Trattiamo il tuo corpo come l’asset più prezioso dell’azienda. Usiamo i dati per prendere decisioni oggettive.

  • Dati Oggettivi: In qualità di STRYD Certified Coach, ad esempio, uso il misuratore di potenza per definire carichi di lavoro oggettivi, che non dipendono dalla tua percezione di stanchezza.
  • Monitoraggio del Rischio (HRV): La Variabilità della Frequenza Cardiaca (HRV) è il nostro “report” quotidiano sulla tua capacità di recupero. Se l’HRV è basso, il tuo “sistema” è sotto stress. Un manager non investirebbe in un progetto ad alto rischio senza riserve; allo stesso modo, noi non caricheremo un allenamento pesante su un sistema che non è pronto a riceverlo.
  • Decisioni “Data-Driven”: Se i dati (HRV, frequenza a riposo, qualità del sonno) indicano un rischio, il piano cambia. Non è fallimento, è Risk Management. Stiamo proteggendo l’investimento.

I “KPI” che Contano Davvero (Oltre il Chilometraggio)

Quando analizzo una società partecipata, non guardo solo il fatturato. Guardo l’EBITDA, i margini, il flusso di cassa. Allo stesso modo, il runner non deve guardare solo i chilometri percorsi.

Il Metodo Manageriale: Definiamo i Key Performance Indicators (KPI) che misurano la tua reale efficienza.

  • Efficienza Aerobica: Stai correndo più velocemente alla stessa frequenza cardiaca? Questo è un KPI di successo.
  • Disaccoppiamento Cardiaco: Quanto “deriva” il tuo cuore durante una corsa lunga? Meno deriva, più sei efficiente.
  • Potenza vs. Ritmo: Come cambia la tua potenza (Watt) in salita o con il vento? Stiamo misurando lo sforzo, non solo il risultato.

Spostiamo il focus dalla quantità di lavoro alla qualità della performance, proprio come si fa in un’azienda di successo.

OLTRE LA GIACCA (Perché l’Umanità Rende Efficace il Metodo)

Fin qui, tutto molto analitico. Molto “manageriale”. Ma c’è un problema fondamentale nell’applicare solo questo approccio.

Un foglio Excel non si stanca. Un bilancio non ha una brutta giornata. Un piano di investimenti non deve gestire un figlio con l’influenza o una notte insonne a causa di una scadenza di lavoro.

Un essere umano sì.

Se la mia esperienza manageriale fornisce la struttura, è la mia formazione nel coaching e la mia esperienza di vita a fornire l’anima che rende il metodo sostenibile. Un piano perfetto sulla carta è inutile se non è applicabile da un essere umano imperfetto.

L’Empatia del Coach (La Formazione Olistica)

La “Giacca” mi ha insegnato a valutare. Ma la mia formazione come Coach Professionista (iscritto all’Associazione Coaching Italia) e la mia specializzazione nel settore olistico (Diploma CSEN-CONI) mi hanno insegnato ad ascoltare.

Nel coaching, l’ascolto attivo è tutto. L’empatia non è “essere gentili”; è uno strumento diagnostico.

Il Metodo Umano: Il dato più importante che raccolgo non è la tua frequenza cardiaca. È il tuo RPE (Rate of Perceived Exertion), ovvero la tua sensazione di fatica.

  • Il Contesto dei Dati: L’HRV mi dice che sei stressato. L’ascolto empatico mi dice perché (lavoro, famiglia, sonno). Solo capendo il “perché” possiamo agire sulla causa, non solo sul sintomo.
  • Comunicazione: Le mie ottime competenze comunicative, affinate in anni di gestione di clienti bancari e di confronto con amministratori e soci, oggi mi servono per costruire un rapporto di fiducia. Devi sentirti a tuo agio nel dirmi “Oggi non ce la faccio”, senza sentirti giudicato.

Un manager puro ti direbbe “Il piano dice X, fai X”. Un coach empatico ti chiede: “Il piano dice X, ma tu come ti senti? Lavoriamoci insieme”.

L’Umanità del Papà (La Sostenibilità della Vita Reale)

Questo è l’elemento che la mia pagina “Il Fondatore” e tante frasi non hanno ancora toccato: sono un papà e un marito.

Questo non è un dettaglio biografico. È il mio reality check quotidiano.

So cosa significa dover riprogrammare un allenamento perché tua figlia ha la febbre. So cosa significa essere stanco morto dopo una giornata di lavoro e dover ancora trovare l’energia per la famiglia, prima ancora che per la corsa.

Il Metodo Umano: La vita vince sempre sulla teoria.

  • Flessibilità Assoluta: Il Business Plan di corsa non è scolpito nella pietra. È un documento vivo. Se la vita “accade”, il piano si adatta. Non sei tu a servizio del piano; è il piano a servizio tuo.
  • Rifiuto della “Cultura della Colpa”: Hai saltato un allenamento? Non è un fallimento. È una “ricollocazione di risorse”. Come manager, se un investimento non performa, non insisto; analizzo e rialloco il budget. Come coach, se un allenamento salta, non colpevolizziamo; analizziamo e riadattiamo la settimana.
  • La Corsa come “Asset” (e non “Debito”): La corsa deve darti energia per la tua vita, non toglierla. Deve essere il tuo momento di sfogo, la tua fonte di resilienza mentale, non l’ennesimo task stressante in una to-do list infinita.

La Passione che Unisce (Sono un Runner come Te)

Non sono un consulente esterno che ha studiato la corsa sui libri (anche se la mia formazione in Gestione di Impresa e Marketing continua). Sono un runner. Sono attivo in associazioni di promozione sportiva.

Conosco la sensazione del “muro” al 35° km. Conosco la frustrazione di un infortunio. Conosco la gioia pura di un Personal Best cercato per mesi.

Questa passione condivisa è il collante. La “Giacca” guadagna il tuo rispetto intellettuale, ma è la passione condivisa a guadagnare la tua fiducia emotiva.

La Sintesi del “Running Coach con la Giacca”

Eccoci tornati al punto di partenza. Chi è il “Running Coach con la Giacca”?

È la sintesi di due mondi.

Il Manager ti offre:

  • Un Metodo (il “Business Plan”).
  • Efficienza (il ROI del tuo tempo).
  • Analisi dei Dati (KPI e Risk Management).
  • Una visione strategica a lungo termine.

Il Coach, il Papà, il Runner ti offre:

  • Empatia (l’ascolto del fattore umano).
  • Flessibilità (la sostenibilità nella vita reale).
  • Umanità (la gestione dello stress e della motivazione).
  • Un approccio olistico al tuo benessere.

Il mio lavoro non è darti una tabella. È costruire un sistema di performance sostenibile che si integri nella tua vita complessa. È usare il cervello di un manager per strutturare il percorso e il cuore di un coach per accompagnarti lungo il viaggio.

Sei un professionista abituato a gestire la complessità. È ora di smettere di gestire la tua corsa come un hobby improvvisato e iniziare a gestirla come il progetto di successo che merita di essere.

Non si tratta di “correre di più”. Si tratta di performare meglio, con intelligenza, strategia e un metodo che ti rispetti come atleta e, soprattutto, come persona.

SE QUESTO RACCONTO DI ME E DELLA MIA VITA TI HA INCURIOSITO, PUOI CONTATTARMI PER UNA CALL CONOSCITIVA GRATUITA TRAMITE IL FORM QUI SOTTO.

SE, INVECE, NON HAI PROVATO EMOZIONI, ALLORA FORSE NON SIAMO ANCORA SULLA STESSA LUNGHEZZA D’ONDA. MA SAPPI CHE SARO’ QUI A DISPOSIZIONE SE E QUANDO QUESTO ACCADRA’!

Herbert TOVAGLIARI

Founder e Coach Qualificato di Coach4Runners

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Coach4Runners di Herbert Tovagliari

SEDE LEGALE: Frazione Liarey n. 20 – 11017 | Morgex (AO)
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