allenamento della resistenza

Prendiamo spunto dalle nozioni de “L’allenamento ottimale” di Jürgen Weineck per analizzare i metodi e i contenuti dell’allenamento della resistenza, argomenti basilari per il preparatore atletico e per ogni sportivo.

Dal punto di vista fisiologico, le diverse capacità di resistenza – di breve, media e lunga durata – pongono richieste diverse alle capacità aerobica e anaerobica, che fungono da fattori limitanti.  

Per avere la possibilità di aumentare in modo efficace queste capacità di prestazione, debbono essere applicati quei metodi e quei contenuti che più si avvicinano alle corrispondenti richieste metaboliche della disciplina di gara e possono migliorarle in modo adeguato 

Perciò, se si vuole programmare un allenamento ottimale occorre: 

  • conoscere quali siano le richieste poste ai processi metabolici dalla rispettiva capacità di resistenza; 
  • conoscere l’effetto fisiologico dei rispettivi metodi e contenuti di allenamento. 

Per poterli, successivamente, associare alle singole capacità di resistenza, tenteremo ora una classificazione dei metodi di allenamento della resistenza e un’analisi dello spettro della loro azione. 

Dal punto di vista fisiologico, i metodi di allenamento della resistenza possono essere suddivisi in quattro gruppi principali: 

Tutte le altre forme, varianti e combinazioni si possono inserire in questo quadro. Lo schema della loro suddivisione, che può essere completato come si vuole dal punto di vista dei contenuti dell’allenamento, mette in evidenza come alcuni metodi e contenuti dell’allenamento a volte assumano una posizione intermedia tra questi quattro principali e, secondo le modalità della loro esecuzione, possano essere classificati in modo diverso, assegnandoli a questo o quel metodo. 

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